Come ha mostrato, dati alla mano, il "capofamiglia" Luciano Zardi,
ingegnere informatico, per l'esattezza negli ultimi 12 mesi il
risparmio sulla bolletta è stato di 543 euro, a cui si sono aggiunti
1.329 euro ricevuti per il Conto energia. Totale: 1873 euro.
Di questo passo i 16.306 euro dell'investimento iniziale per l'impianto da 2,45 kWp si recuperano in meno di nove anni.
In vent'anni, a questi ritmi, il guadagno al netto dell'investimento sarà di poco superiore ai 21mila euro.
La passione per il fotovoltaico non è isolata: nonostante la
contrazione dei consumi e degli investimenti che stiamo vivendo, il
numero di famiglie italiane che stanno spendendo 14mila-20mila euro per
un impianto fotovoltaico è in forte ascesa. L'occasione è ghiotta (il
sistema di incentivi per il fotovoltaico è il migliore d'Europa); tra
Conto energia e scambio sul posto, l'investimento rende più dei BoT e
dei Btp (tema anticipato dal Sole 24 Ore Rapporti del 3 febbraio, poi
pubblicato sul sito del Sole 24 Ore e linkato in 1.130 altri siti
italiani).
Per dimostrare questa tesi, Il Sole 24 Ore si è avvalso dello studio
Energy & strategy group del Politecnico di Milano (
la ricerca è scaricabile previa registrazione)
e della consulenza della società Ecoclima di Besana Brianza, che ha
fornito preventivi-tipo per costruire il conto economico. La
simulazione, naturalmente, è al netto di discorsi come la convenienza
di investire su una casa dalla quale, dopo l'installazione, per 25 anni
conviene non traslocare, o come alcuni ritardi denunciati negli ultimi
mesi sull'allacciamento alla rete generale, per immettere l'energia
prodotta in surplus e rivenderla a tariffa iper-agevolata.
Partiamo dall'indice più significativo: il tasso interno di rendimento (
Tir o Irr,
tasso annuale di ritorno effettivo che un investimento genera). Quello
medio di un impianto fotovoltaico residenziale integrato
architettonicamente è del 9 per cento. Vale a dire il doppio del
rendimento dei Btp con scadenza nel 2034 (25 anni da oggi, una durata
pari alla vita media di un impianto): quelli dell'asta del 19 maggio
garantivano il 4,6% netto (il 5,25% lordo). Secondo
la simulazione effettuata dalla Ecoclima,
un
impianto da 14mila euro Iva inclusa, dalla potenza di 2,1 kW, in Italia
centrale e con integrazione architettonica parziale, garantisce un
introito di 1.793 euro all'anno (1.264 da Conto energia e 529 da scambio sul posto).
Ma la redditività e il tempo di "pay back" dipendono da tanti
fattori: gli impianti sono tanto più convenienti quanto più sono
integrati architettonicamente e di potenza ridotta. Inoltre i sistemi
piccoli sono favoriti dal fisco, perché al di sotto dei 20 kW, almeno
se destinati alle famiglie, non sono soggetti a Iva e alle altre forme
di tassazione. Conta molto anche la zona geografica. Favoriti, a causa
del maggiore irraggiamento solare, sono ovviamente il Sud e la Sicilia
in particolare.
Per farsi un'idea precisa del ritorno dell'investimento un
utile strumento è un simulatore messo a punto da Alessandro Caffarelli,
ingegnere considerato uno degli esperti maggiore nel settore,
disponibile sul sito www.ingalessandrocaffarelli.it
Dietro il successo e i numeri del fotovoltaico ci sono i generosi incentivi italiani. Si tratta del
Conto energia,
che remunera per 20 anni l'energia prodotta, e dello scambio sul posto,
che permette di non pagare la bolletta per l'energia consumata. Gli
incentivi, va ricordato, non sono destinati a durare in eterno, visto
che il Conto energia starà in piedi, salvo ravvedimenti, solo fino al
raggiungimento della soglia dei 1.200 MW di potenza installata in
Italia (il che potrebbe avvenire entro il 2010-2011). Il crollo delle
installazioni in Spagna dopo la riduzione degli incentivi indica
chiaramente che la sola sensibilità ambientale non basta.
Fonte
Sole 24 Ore